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Tra reazione e avanguardie. Composizione del rider in Italia

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A seguito delle mobilitazioni dei rider in alcune città italiane, Andrea Rinaldi ci offre un'analisi delle componenti che attraversano questo settore lavorativo

Durante una nota trasmissione radio (La Zanzara) che è un po’ un coacervo di rancore via telefono, chiama un uomo che si qualifica come rider, il presentatore se la ride con un po’ di disprezzo classista, il lavoratore (bolognese) si fa subito benvolere con qualche battuta da ‘uomo di strada’ che piace tanto alla produzione, poco dopo cattura sdegno e attenzione ammettendo candidamente che quando non gli viene lasciata la mancia dai clienti dei quartieri alti si riserva il diritto di sputare sui campanelli.

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Cosa ci dicono le elezioni americane del 2020

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Da New York, Andrew Ross scrive sull'inquietante «ritorno alla normalità»
Grazie al grottesco campanilismo del sistema elettorale americano, il mondo è stato tenuto in ostaggio, ancora una volta, da qualche migliaio di elettori americani. Nonostante lo stallo di fatto dell’esito, siamo stati spinti a credere che, questa volta, il destino della democrazia fosse in bilico. Forse è così, ma il «ritorno alla normalità» negli Stati Uniti non è certo una prospettiva confortante.
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Pratiche di militanza digitale

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Marco Baroncelli sulle nuove possibili forme di militanza digitale
Il testo che pubblichiamo intende ragionare sul rapporto tra militanza e piattaforme digitali, ripensando a nuove possibili forme e tecniche di «militanza digitale» che, come specifica l’autore, dovrà essere in grado di intervenire sia su un asse territoriale e specifico, sia nell'ottica di una possibile generalizzazione delle pratiche. Ci sembra che il tema, così impostato, abbia il merito di affrontare degli aspetti centrali della pratica militante senza chiudersi in un ricettario, ma rimanendo un cantiere aperto su cui ragionare collettivamente.
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Lessons From the 2020 Election

gun shop
Andrew Ross analyses the USA's unsettling "return to normality"
Thanks to the grotesque parochialism of the American electoral system, the world was held hostage, once again, by a few thousand swing American voters. Despite the de facto stalemate of the outcome, we were urged to believe that, this time around, the fate of democracy hung in the balance. Maybe it did, but the “return to normality” in the U.S. is hardly a comforting prospect.
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L’imprevisto della soggettività. Considerazioni sulla piazza di Torino

Gucci
Intervista a Guido Borio sulla composizione delle piazze Torinesi
La soggettività politica nasce come dimensione di chi deve dare indicazioni a qualcuno, ma se le rivendicazioni te le dà il livello di massa e tu sei più indietro, bisogna fare attenzione, si rischia di non capire quali possano essere le dinamiche ricompositive perchè le lenti sono tarate su una certa immaginazione del conflitto, dei comportamenti e degli obiettivi. Il livello istituzionale è stato destabilizzato più da queste situazioni nuove che se ci fossero stati degli scontri organizzati da qualcuno. Da una parte l'imprevisto, dall'altra una situazione già nota rispetto alla quale applicare dimensioni di controllo e di repressione già provate.

Conflitti e reazione nel mondo della didattica

Palmi
Intervista di Antonino Sciotto ad Alessandro Palmi, ex-docente nelle scuole superiori di II grado
Una discussione con Alessandro Palmi, ex docente nelle scuole superiori di secondo grado su Didattica a distanza durante il lockdown, riapertura delle scuole e ripresa dell'attività didattica in presenza.  Dopo aver ripercorso la genealogia delle trasformazioni che hanno interessato la scuola negli ultimi vent'anni, ci si è soffermati su alcune osservazioni attente ed estremamente lucide sulla Didattica a distanza. Come ce la aspettavamo, com'è stata e come sarà? Quali saranno le sue trasformazioni e i suoi potenziali nuovi utilizzi? Allo stesso tempo quale è stata l'autonomia degli insegnamenti nel processo educativo, quali sono stati e continuano ad essere i comportamenti di rifiuto e quali saranno i terreni di potenziale conflitto all'interno della scuola e fuori?
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Schizofrenia digitale e autoritarismo accademico

Bertoni
Intervista di Rocco De Angelis a Federico Bertoni
La credenza comune vuole che in un momento di crisi l’università venga messa da parte in quanto si pensa occupi una posizione privilegiata all’interno della società, che la didattica online possa a tutti gli effetti fungere da toppa per garantire il diritto allo studio, che la situazione sia sotto controllo. È esattamente questo ottimismo tossico che impedisce al paese di osservare con lucidità la perversa e a tratti pericolosa condizione in cui riversa la formazione superiore.
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L’università tra cambiamenti strutturali e contingenze

sedia vuota
Intervista a Massimiliano Vaira a cura di Francesca Ioannilli e Alessio Resenterra
«L’università è chiamata non tanto a formare profili fortemente professionalizzati quanto a formare dei generalisti, che non vuol dire dei tuttologi, vuol dire delle persone dotate di metodo per poter affrontare situazioni eterogenee con efficacia, con una visione il più possibile aperta e non chiusa, che si rendano conto di quello che capita là fuori e abbiano capacità di adattamento.»

Restare per sovvertire

individui
Una riflessione della redazione di Antudo.info sul contro esodo degli studenti meridionali
Guardando da lontano i treni stracolmi in partenza da Milano centrale, dopo l’annuncio del lockdown in Lombardia, ci siamo resi conto che stava succedendo qualcosa di straordinario. Migliaia di meridionali, valigie alla mano, hanno percorso in controsenso la tratta migratoria che collega il Sud al Nord Italia. La gran parte dei vagoni erano carichi di studenti universitari: capitale umano in formazione nelle grandi fabbriche universitarie del Settentrione.

Evidenza/Esigenza. Un caso limite sul complotto

esigenza
Vultlarp chiede: quale verità esigono coloro che si trovano indosso o adottano la maschera del complotto?
Non intendo certo ripercorrere in queste poche righe la centralità che le «teorie» (o dovrei forse dire «fantasie» o «ipotesi»?) del complotto hanno riguadagnato in senso politico ed esistenziale nella seconda metà degli anni ’10 – fra l’iperstizione trumpista e l’esplodere della pandemia di Covid-19, per intenderci.
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