Università

L'università italiana a due velocità

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Intervista a Gianfranco Viesti a cura di Redazione di Antudo.info
Sebbene le prime iniziative siano ascrivibili a un governo di centrodestra, la politica universitaria è stata sostanzialmente identica per tutti i governi che si sono susseguiti - quanto meno fino al governo Gentiloni, che ha dato qualche segno in direzione diversa. Ed è stata [la politica universitaria, ndr] accompagnata da un’iniziativa piuttosto forte di ambienti politico-culturali prevalentemente del Nord e prevalentemente milanesi, volta a ristrutturare fortemente il sistema universitario italiano. Soprattutto, a concentrare le risorse disponibili su quelle che essi stessi auto-definivano «la parte di maggiore qualità del sistema universitario», le «università di eccellenza», in modo da poterle mettere in grado di competere con le altre università europee.

Aspetta e Sclera

listening booths
di Alessio Resenterra e Rocco De Angelis
Il 3 novembre è entrato in vigore il nuovo dpcm che sancisce la chiusura delle biblioteche universitarie e la sospensione delle (poche) lezioni in presenza, per quasi tutti gli studenti, che così tornano all'ormai consueta Dad. Le sporadiche contestazioni che hanno attraversato il nostro Paese in queste settimane non hanno per nulla intercettato o coinvolto l’ambito universitario anzi, sono proprio quelle soggettività che per età e collocazione sociale non hanno frequentato le aule universitarie ad aver animato gli scontri nelle piazze italiane delle sere di ottobre.

L’università tra cambiamenti strutturali e contingenze

sedia vuota
Intervista a Massimiliano Vaira a cura di Francesca Ioannilli e Alessio Resenterra
«L’università è chiamata non tanto a formare profili fortemente professionalizzati quanto a formare dei generalisti, che non vuol dire dei tuttologi, vuol dire delle persone dotate di metodo per poter affrontare situazioni eterogenee con efficacia, con una visione il più possibile aperta e non chiusa, che si rendano conto di quello che capita là fuori e abbiano capacità di adattamento.»

L’oblio dell’Università

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Intervista a Federico Chicchi a cura di Francesca Ioannilli e Alessio Resenterra
«Quello che secondo me il digitale sta realizzando è rendere il dispositivo di cattura del valore all'altezza di questa trasformazione; il digitale permette di ricomporre il processo di valorizzazione sulla base della frammentazione della componente politica di classe, quindi lì c'è un pericolo tutto politico. Si tratta allora, come sempre, di giocare nella contingenza dei processi che sono sempre ambivalenti.»
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