Recensioni

La doppia morale del femminismo bianco

Verges
Recensione di Anna Curcio a "Un femminismo decoloniale" di Françoise Vergès (ombre corte 2020)
Oceano Atlantico, seconda metà del Diciottesimo secolo. Zamore e Mirza, due giovani schiavi in fuga, trovano rifugio su un’isola deserta. Zamore, che ha ucciso il comandante di una nave negriera, sa che non sopravviverà a un’eventuale cattura, ma è generoso e non può fare a meno di salvare una coppia di naufraghi che intravede all’orizzonte.
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Scovare e aprire spazi di possibilità: la conricerca

recefrancina
Una recensione di Francesca Ioannilli al libro "Pratiche di inchiesta e conricerca oggi" a cura di Emiliana Armano, ombre corte, Verona 2020.
Questo testo non vuole essere una recensione in senso classico, non si sofferma infatti sui singoli spunti dei contributi, ma è il tentativo di avviare una discussione sull’approccio in senso più ampio a partire dalle tante suggestioni che il libro pone. Le questioni critiche evidenziate non vanno quindi lette in relazione al testo nello specifico ma come nodi posti ad ora in forma ancora parziale e incompleta su cui si ritiene abbia un senso interrogarsi da qui in avanti.
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Le rotture marxiane

Marx
Intervista di Antonio Alia a Gennaro Imbriano, autore di «Marx e il conflitto. Critica politica e pensiero della rivoluzione».
Non c'è pensiero rivoluzionario che non sia divisivo e non c'è pratica rivoluzionaria che non sia una forma di vita. È questa una delle lezioni fondamentali che possiamo trarre dalla lettura di «Marx e il conflitto. Critica politica e pensiero della rivoluzione». Un breve ma ricco volume (edito da «Derive Approdi» nella collana «Input») firmato da Gennaro Imbriano che qui ha raccolto, rivisto e organizzato le lezioni di un seminario tenuto a Gateway (Bologna) nella primavera del 2019.
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Un cantiere unico e aperto. L’ultimo ventennio di ricerca di Romano Alquati

Cantiere
Una recensione di Ferruccio Gambino a «Un cane in chiesa» a cura di Francesca Ioannilli e Francesco Bedani
A dieci anni dalla scomparsa di Romano Alquati, il volume a cura di Francesco Bedani e Francesca Ioannilli «Un cane in chiesa. Militanza, categorie e conricerca di Romano Alquati», offre un quadro composito della sua ricerca dalla fine degli anni Settanta ai primi anni del nuovo millennio, quando la sua produzione termina a causa di una malattia.
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La risonanza globale delle lotte

struggle
Recensione di Alessio Resenterra a «Liaisons Italia» n.1: «In nome del popolo»
Se in «In nome del popolo» c’è una pretesa, un tentativo, non è certo quello di farsi ammirare per lo sforzo creativo nella scrittura o nel linguaggio, seppur importante, ma quello di essere una bussola in grado di orientarci in quel deserto politico chiamato «Movimento», che in Italia, ormai da troppi anni, è diventato l’apparato che imbriglia qualsiasi tentativo di fuoriuscita dallo stato di cose presenti.

Guida al pensiero vigoroso e creativo di Romano Alquati

hungry dog
Una recensione di Diego Giachetti a «Un cane in chiesa» a cura di Francesca Ioannilli e Francesco Bedani
Nel libro di Gigi Roggero, «L’operaismo politico italiano» (DeriveApprodi 2019), Guido Borio sostiene che nella storia dell’operaismo emergono tre figure emblematiche: Mario Tronti, Toni Negri e Romano Alquati. Mentre i primi due sono nomi «noti» e ricorrenti, Romano Alquati è poco valorizzato in Italia e quasi sconosciuto all’estero.
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Il cammino stretto per strappare una vita diversa

office worker
Recensione di Luca Perrone a «Un cane in chiesa» a cura di Francesco Bedani e Francesca Ioannilli
Sono passati dieci anni dalla morte di Romano Alquati e la casa editrice DeriveApprodi pubblica nella collana Input il libro «Un cane in chiesa. Militanza, categorie e conricerca di Romano Alquati», che sistematizza, attraverso nove contributi a cura di Francesco Bedani e Francesca Ioannilli, il corso di formazione politica svolto alla Mediateca Gateway di Bologna nell’autunno dell’anno scorso.
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Kultur

fog
Libri, film, dischi passati fuori dai radar dei compagni o transitati sotto i soliti, logori, raggi X della critica che mette d’accordo tutti. Colpevolmente, perché una volta smontati e rimontati secondo le nostre irriducibili malintenzioni, avrebbero potuto essere messi a valore: quello di parte, la nostra parte.