Articoli

|| Articoli
Commonware intervista Asad Haider sulla politica dell’identità in America, il rapporto tra “razza” e “classe”, la teoria intersezionale e il concetto di “vittimità”.
Asad Haider è un ricercatore militante statunitense e fondatore della rivista Viewpoint Magazine. Nel 2016 è stato autore di un libro intitolato Mistaken Identity: Race and Class in the Age of Trump (Verso, 2016) ed è editore di una prossima antologia intitolata The Black Radical Tradition: A Reader (Verso, 2021). Nel contesto del dibattito in corso su Commonware sulla questione della identity politics, abbiamo intervistato Haider sulla politica dell’identità in America, il rapporto tra “razza” e “classe”, la teoria intersezionale e il concetto di “vittimità”. Nel testo emerge un’interessante critica della politica identitaria, in un’ottica sviluppata dalla tradizione radicale nera. Una seconda parte dell’intervista, che verrà pubblicata a breve, tratta del movimento Black Lives Matter, le elezioni presidenziali e il futuro dei movimenti statunitensi. 
|| Articoli
"Borne" risponde alla riflessione di Commonware sull'assalto a Capitol Hill
La profanazione di un feticcio vuoto come il Campidoglio non ci indigna e non segna un salto di livello. Certo, l’estrema destra, la sua organizzazione capillare, è un pericolo concreto e che ha accompagnato tutta la storia statunitense, il suprematismo bianco segna l’idea di polizia e di governo sin dai suoi albori, in particolare negli Stati Uniti. Illuso è chi crede che Trump sia una condizione per la radicalizzazione di questi gruppi, quando ne è l’espressione organizzata. Ma la realtà mai abbastanza raccontata, è che queste forze reazionarie oggi vacillano, sotto le spinte di una guerra civile non dichiarata, non trattenuta, che da Minneapolis a Portland, passando per Atlanta e Kenosha, mette tutto in discussione. E allora la lettura di Capitol Hill come punto alto di una guerra civile tra liberal e fascisti diventa anche un meccanismo di occultamento di processi ben più ampi (allo stesso modo dell’indignazione per i feticci democratici che sono stati dissacrati).

Homepage

Recensioni

|| Recensioni
Recensione di Gabriele Proglio a «Black Fire» (a cura di Anna Curcio, DeriveApprodi 2020).
Come ogni raccolta, anche Black Fire – a cura di Anna Curcio (collana Input, Derive Approdi 2020), può essere letta in molteplici prospettive. La prima, forse la più immediata, segue la traiettoria storica dei neri nelle Americhe, dalle resistenze alla schiavitù fino alle proteste siglate Black Lives Matter. Curcio, nelle pagine introduttive, riflette proprio sull’urgenza di «cogliere la profondità storica» delle rivolte nere, sullo smarcarsi dalla proposta mainstream delle insorgenze come mero epifenomeno, «come reazione o effetto per la morte di un afroamericano per mano di un poliziotto bianco».
|| Recensioni
Recensione di Mackda Ghebremariam Tesfaù a «Decolonizzare l’antirazzismo. Per una critica della cattiva coscienza bianca» (a cura di Tommaso Palmi, DeriveApprodi 2020).
L’idea di una “crisi” dell’antirazzismo è forse problematica da un lato perché la retorica della “crisi” ha pervaso ormai ogni spazio discorsivo e perso di capacità descrittiva, dall’altro perché l’antirazzismo europeo continentale non ha di per sé una lunga storia, e non è stato finora abitato da soggetti razzializzati. Per tanto l’idea che sia in crisi potrebbe paradossalmente essere troppo generosa. Forse è più vero, come postulato da Palmi nell’introduzione, che ci troviamo oggi a testimoniare della nascita di più movimenti antirazzisti in Europa, movimenti che iniziano ad avere una composizione postcoloniale più forte.

Formazione

|| Formazione
Riportiamo un estratto (pagg. 143-156) dal libro di Alessandro Lolli La guerra dei meme, 2020, effequ.
Il cammino del giovane nerd (o freak o gamer che si voglia) parte dall’esperienza vissuta dell’emarginazione, la quale ben presto degenera in complesso di inferiorità. Gli viene in soccorso la capacità aggregativa della rete, che permette di scoprire e raggiungere i propri simili, in altre parole, coloro che portano il medesimo stigma. Si passa così a una spinta comunitaria che rovescia il vittimismo in voglia di rivalsa e di vendetta. Il meccanismo degli opposti porta infine il neonato gruppo a consolidare la propria forza estendendo il campo dell’inimicizia, dalla censura femminista, ai media liberal-progressisti, fino a tutta la società consumistica e globalizzata.
|| Formazione
Estratto del libro "Decolonizzare l'antirazzismo. Per una critica della cattiva coscienza bianca"
Pubblichiamo un estratto del libro curato da Tommaso Palmi e intitolato "Decolonizzare l’antirazzismo. Per una critica della cattiva coscienza bianca". Il testo, fresco di stampa, è stato pubblicato per la collana Input della casa editrice DeriveApprodi e contiene al suo interno testi di Tommaso Palmi, Miguel Mellino, Anna Curcio, Jamila Mascat, Alvise Sbraccia, Dhanveer Singh Brar, Houria Boutedja.