formazione

Per una critica dell'innovazione capitalistica. Scienza e tecnica tra storia, funzioni politiche e soggettività

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Introduzione al cantiere
La sezione formazione di Commonware lancia un cantiere di ragionamento sul tema della tecnica e della scienza prima del capitalismo e con il capitalismo. Si tratta di tematiche importanti e spesso poco esplorate da un punto di vista politicamente antagonista. Ecco perché ci sembra opportuno che una sezione che vuole produrre contro-formazione si dedichi a un simile approfondimento per comprendere, ma soprattutto per rompere, con il presente.

«Se chiudete le discoteche io non vado a scuola». Frammenti di lettura sulla composizione giovanile

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«La continuità fra le occupazioni nei licei e le vetrine di Gucci spaccate sta nel disagio che deriva dal trovarsi ai margini dei processi di valorizzazione». Marco Duò sulla composizione giovanile
«La continuità fra le occupazioni nei licei e le vetrine di Gucci spaccate sta nel disagio che deriva dal trovarsi ai margini dei processi di valorizzazione». Marco Duò, in questo articolo, affronta l’economia politica della condizione giovanile al tempo della “crisi di civiltà” sperimentata a partire dallo scoppio della pandemia. Non lo fa dal considerando “i giovani” in generale, come soggetto puramente demografico o generazionale a sé stante, ma quella parte della composizione di classe che in un momento temporale specifico incontra e si scontra con le forme della produzione e riproduzione sociale (scuola superiore e lavoro) oltre che con le varie forme di marginalità e separazione proprie dell'organizzazione dello spazio capitalista odierno.

A Scuola di Classe. Intervista ad un insegnante in un Istituto Professionale

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Intervista a cura di Città senza Centro - Perugia a E.A. insegnante dal 2005 in un Istituto Professionale di Perugia.
«A due anni dall’introduzione di questa riforma, la mia esperienza personale di insegnante di Italiano e Storia in un Istituto professionale è che gli esiti sono catastrofici: gli alunni denunciano difficoltà sempre più gravi nel leggere e comprendere un testo, peggio nel redigerne uno». Con queste parole E.A. insegnante di un Istituto professionale di Perugia, intervistato da Città senza Centro - Perugia, descrive lo spaventoso impoverimento della scuola pubblica provocato da un feroce processo di industrializzazione che la Dad ha solo accelerato. L’intervista si inserisce nella piccola inchiesta dedicata alla formazione che Commonware sta portando avanti.
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Schizofrenia digitale e autoritarismo accademico

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Intervista di Rocco De Angelis a Federico Bertoni
La credenza comune vuole che in un momento di crisi l’università venga messa da parte in quanto si pensa occupi una posizione privilegiata all’interno della società, che la didattica online possa a tutti gli effetti fungere da toppa per garantire il diritto allo studio, che la situazione sia sotto controllo. È esattamente questo ottimismo tossico che impedisce al paese di osservare con lucidità la perversa e a tratti pericolosa condizione in cui riversa la formazione superiore.
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L’università tra cambiamenti strutturali e contingenze

sedia vuota
Intervista a Massimiliano Vaira a cura di Francesca Ioannilli e Alessio Resenterra
«L’università è chiamata non tanto a formare profili fortemente professionalizzati quanto a formare dei generalisti, che non vuol dire dei tuttologi, vuol dire delle persone dotate di metodo per poter affrontare situazioni eterogenee con efficacia, con una visione il più possibile aperta e non chiusa, che si rendano conto di quello che capita là fuori e abbiano capacità di adattamento.»

Tra dispersione scolastica e scelta per l'autonomia

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Intervista di Francesca Ioannilli ad un'operatrice della formazione professionale
Da un lato la scuola perde sempre più di senso per una crescente porzione di studenti e studentesse. L'ipotesi è che i processi che l'hanno resa sempre più simile al mondo del lavoro, che possiamo indicare con il termine di «lavorizzazione », abbiano avuto un impatto espulsivo su una quota di popolazione studentesca; di spersonalizzazione (senza alcun giudizio di valore) sulle relazioni tra docenti e discenti e che l'abbiano privata di una finalità significativa agli occhi dei e delle giovani.
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