scuola

La scuola italiana alla prova della DAD

Appunti a cura di Anna Curcio per un’inchiesta a caldo sulle prime settimane di didattica a distanza
Questi appunti (oltre riflettere un’esperienza vissuta in prima persona) si basano su una serie di scambi formali e informali con insegnanti di diverso ordine e grado, sulla lettura non sistematica di alcune riviste del settore e delle principali testate giornalistiche nazionali e su una discussione collettiva a mo’ di focus group (rigorosamente in remoto) con alcuni insegnanti tra loro differentemente posizionati in quanto a ruolo, anzianità e disciplina di insegnamento. Le parole di Emanuela, Alessandro, Giacomo, Francesco, Sarah e Giuliana (che per scelta non ho attribuito) tessono, in questo testo, la trama delle considerazioni sull’esperienza dell’insegnamento a distanza nell’emergenza. È una riflessione a caldo nel divenire dei processi.

Industria scolastica, telelavoro, e-learning

Un testo di Sarah Jones di analisi sull’e-learning
Mentre tra fanatici e detrattori avanza anche in Italia il telelavoro (meglio di smart-work visto che l’intelligenza, ciò che arricchisce, è umana e non delle macchine) e le scuole di ogni ordine e grado stanno provando a macchinizzare formazione e didattica, proponiamo un testo di Sarah Jones di analisi sull’e-learning. Scritto qualche anno fa con riferimento al contesto anglosassone, offre spunti importanti per riflettere sulle trasformazioni produttive e riproduttive che lo stato d’emergenza e di unità nazionale stanno in queste settimane introducendo nel nostro paese. Non si tratta infatti di discettare se l’allarme coronavirus sia più o meno gonfiato; si tratta invece di sapere che - lungi da qualsiasi fantasiosa ipotesi complottista - storicamente il capitale come sistema e i capitalisti in conflitto tra di loro si nutrono di crisi e cercano di utilizzarla per innovare le forme di sfruttamento. Conoscere le trasformazioni in atto è indispensabile tanto quanto non contrarre virus.