covid

Gli insegnamenti della crisi

death ship
Alcune questioni di metodo prima di iniziare: è banale dire che il virus è un importante punto di caduta di processi aperti già da tempo e che ci sarà un prima e un dopo Covid. Lo è meno saper distinguere, all’interno dell’incedere spasmodico degli eventi, gli elementi congiunturali e quelli strutturali, le continuità e le discontinuità, i problemi che si ripresenteranno e le opportunità che nasceranno. Lasciarsi abbagliare dagli incessanti cambiamenti che avvengono significa rimanere intrappolati nella contingenza, assumere in toto la temporalità del capitale, giocare sul campo imposto dalla ristrutturazione capitalistica, cedere alle retoriche sull’innovazione. Guardare con occhio fine alle crepe aperte dalla Covid nella riproduzione sistemica, alle difficoltà nella generazione di consenso al progetto complessivo, allo scontro tra diversi blocchi di capitale, alle contraddizioni sociali che si aprono è, invece, la postura da tenere per trasformare la possibilità di rovesciamento in attualità. Il virus ha determinato lo scoppio di una nuova crisi, prodotto dell’intreccio tra problematiche sanitarie e recessione economica. Non una novità per noi, se è vero che la crisi ormai da anni è diventata forma di comando politico basata sull’economia della promessa, sulla violenza del ricatto della precarietà, sulla cristallizzazione di aspettative decrescenti, sulla retorica dell’interesse generale, del «fare sacrifici per uscirne tutti insieme». È un tonfo grosso, uno dei più grandi che gli annuari di statistica hanno mai registrato, ancor di più del great crash del 2007-2008; se gli aspetti quantitativi del fenomeno possono darci la misura della questione, è su quelli qualitativi che conviene concentrarsi.
Etichette

Lettere dal fronte: Inchiesta sull'industria della sanità

mannequins
In tempi velocissimi la pandemia ha investito il piano globale, con effetti differenti nei diversi luoghi, ma cambiando ovunque, da un giorno all’altro, la nostra quotidianità. All’inizio di una crisi economica dai contorni ancora indefiniti dubitiamo dei proclami sul «nulla sarà come prima», così come sarebbe sciocco perdere l’occasione di mettere in discussione categorie e modelli di analisi che già da tempo non funzionavano più. Tra i vari materiali di inchiesta e riflessione a caldo raccolti in questi mesi, ci sembra opportuno focalizzarci sull’industria della sanità.
Etichette

Il capitalismo non è in quarantena – Innovazione e conflitti nella crisi da Covid-19

worker
Conversazione con Salvatore Cominu - a cura di Giuseppe Molinari e Loris Narda (pubblicato anche su Kritik3)
A partire dagli spunti contenuti nel libro Frammenti sulle macchine, pubblicato per la collana Input di DeriveApprodi, discutiamo con Salvatore Cominu gli effetti che gli sconvolgimenti dell’emergenza sanitaria ed economica avranno sui processi di innovazione capitalistica, sulle prospettive di rilancio dell’accumulazione, sulle possibilità di un contro-uso della crisi.

Geopolitica del virus

militari
Raffaele Sciortino, intervista a cura di Antonio Alia e Giuseppe Molinari
Con il sopravvento dell’epidemia e poi con lo spettro, non più tanto latente, della crisi economico-finanziaria, molte trasformazioni rischiano un’improvvisa accelerazione: sia quelle che riguardano la forma delle tensioni e delle spinte sociali sia quelle che concernono l’assetto geopolitico. I due piani sono fortemente intrecciati e si strutturano a spirale: le dinamiche e i comportamenti sociali influenzano le scelte e i posizionamenti dei governi e quest’ultimi, a loro volta, rimodulano il tessuto sociale.

Dentro l’emergenza sanitaria: le altre patologie non sono in quarantena

Appunti di inchiesta sull’industria della sanità a partire da un’intervista di Antonio Alia a un medico rianimatore di un ospedale lombardo
Questa intervista a un medico rianimatore di un ospedale pubblico di una importante città lombarda ci suggerisce alcuni spunti di riflessione e qualche elemento di inchiesta politica. La prima evidenza è la forte differenziazione del sistema sanitario sia in termini di finanziamento che di condizioni di lavoro. Esistono cioè, anche all'interno di uno stesso distretto, strutture sanitarie e al loro interno reparti e settori clinici più finanziati di altri. L’intervista suggerisce l'idea che l'allocazione delle risorse seguirebbe una razionalità di tipo aziendale. Dipende cioè dal potenziale di valorizzazione che caratterizza la singola struttura o settore clinico. Nonostante i processi di aziendalizzazione la sanità pubblica sembrerebbe però garantire una maggiore autonomia all'attività medica, preferibile ai compromessi etici e politici che comporterebbe il lavoro nel privato. Questo è un punto su cui vale la pena aprire una riflessione politica seppure in termini ipotetici: se l'investimento massiccio sulla sanità, che probabilmente seguirà la crisi da coronavirus, sarà accompagnato da un'ulteriore industrializzazione del settore la tutela dell'autonomia professionale potrebbe rivelarsi un potenziale elemento di conflitto.
Etichette

L’emergenza continua e senza picco della sanità italiana

Continua la nostra inchiesta nell'industria della sanità italiana con due interviste di Veronica Marchio a medici della regione Calabria e Toscana
Queste due interviste realizzate nelle scorse settimane, la prima ad un medico fisiatra della regione Calabria operante nel privato, la seconda ad un medico otorino della regione Toscana che lavora invece nel pubblico, forniscono alcuni spunti per leggere - dal punto di vista di chi si trova dentro al sistema sanitario - la crisi che il coronavirus sta acuendo. Emerge un quadro ricco di ambivalenze, soprattutto in relazione al rapporto tra pubblico e privato - calato in un generale processo di aziendalizzazione della sanità pubblica-, ma anche rispetto alla gestione politica delle risorse. Questa crisi non è una novità: al sud vediamo emergere una profonda riluttanza verso un governo politico della sanità che, negli ultimi anni, si è incentrato su tagli piuttosto che su investimenti, favorendo la concentrazione delle innovazioni tecnologiche nelle aziende private. Mentre nel centro Italia, dal punto di vista di un medico appena entrato nell’industria sanitaria, emerge la percezione di dequalificazione di questa figura professionale, accompagnata dalla mancanza di fiducia verso le istituzioni politico-governative e dalla denuncia di una gestione dell'emergenza virus non adeguata, soprattutto per quanto riguarda l'uso dei tamponi. Le due interviste arricchiscono dunque il quadro d’inchiesta, aprendo tuttavia una serie di nodi contraddittori legati in particolare alle gerarchie interne ed ai conflitti che vengono riprodotti in questa industria.
Etichette

Quando inizia la nostra fase 2?

Riflessioni di Marco Rouge su crisi, restrizioni, prospettive
Passando oltre il desolante entusiasmo per Conte blastatore di Salvini e Meloni, pari solo alla sconsolante vastità dei vuoti di memoria collettivi (in primis di quella sinistra blastatrice di “analfabeti funzionali”), che cosa ha detto il premier venerdì sera? Niente. Niente di sostanziale, di concreto, se non che stanno lavorando, che con l'UE si comincia con le briciole e poi con pazienza ci daranno anche una fetta di torta... Una storia già sentita altre volte, difficile aspettarsi un finale diverso. Chi in questo momento è nella merda fino al collo perché non sa come tirare avanti si aspettava sicuramente qualcos'altro. Forse proveranno a bussare alla porta di Salvini e Meloni, giustappunto…
Etichette

La scuola italiana alla prova della DAD

Appunti a cura di Anna Curcio per un’inchiesta a caldo sulle prime settimane di didattica a distanza
Questi appunti (oltre riflettere un’esperienza vissuta in prima persona) si basano su una serie di scambi formali e informali con insegnanti di diverso ordine e grado, sulla lettura non sistematica di alcune riviste del settore e delle principali testate giornalistiche nazionali e su una discussione collettiva a mo’ di focus group (rigorosamente in remoto) con alcuni insegnanti tra loro differentemente posizionati in quanto a ruolo, anzianità e disciplina di insegnamento. Le parole di Emanuela, Alessandro, Giacomo, Francesco, Sarah e Giuliana (che per scelta non ho attribuito) tessono, in questo testo, la trama delle considerazioni sull’esperienza dell’insegnamento a distanza nell’emergenza. È una riflessione a caldo nel divenire dei processi.

Tenetevi pure i ringraziamenti

Prosegue la nostra inchiesta nell'industria della sanità italiana con un'intervista di Achille Marotta a una infermiera in Lombardia
Che tipo di professione esercita, dove e in che tipo di struttura? Sono un’infermiera. Lavoro a Milano da vent’anni, ma i primi vent’anni di servizio ho lavorato in Liguria. Come mai ha scelto di lavorare nella sanità pubblica? In realtà, non è stata una mia scelta lavorare nel pubblico. Mi sono iscritta alla scuola perché mi è sempre piaciuto questo tipo di mestiere. Una volta diplomata mi hanno subito assunto per necessità e allora ho cominciato a lavorare.
Etichette

Tra emergenza e coronopticon: tendenze e contraddizioni del capitalismo in crisi

Intervista a Christian Marazzi a cura di Giuseppe Molinari e Salvatore Cominu
La contingenza attuale è uno snodo importante della storia: mentre accelerano i processi di ristrutturazione, l’emergenza sanitaria fa emergere con forza le fragilità dell’impalcatura sui cui si basa il dominio capitalistico e lascerà impressi profondi segni nel tessuto sociale e nelle soggettività. Consci del fatto che probabilmente è prematuro delineare tendenze di lungo corso, abbiamo approfondito alcune questioni con Christian Marazzi.