Francesca Ioannilli

L’università tra cambiamenti strutturali e contingenze

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Intervista a Massimiliano Vaira a cura di Francesca Ioannilli e Alessio Resenterra
«L’università è chiamata non tanto a formare profili fortemente professionalizzati quanto a formare dei generalisti, che non vuol dire dei tuttologi, vuol dire delle persone dotate di metodo per poter affrontare situazioni eterogenee con efficacia, con una visione il più possibile aperta e non chiusa, che si rendano conto di quello che capita là fuori e abbiano capacità di adattamento.»

L’oblio dell’Università

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Intervista a Federico Chicchi a cura di Francesca Ioannilli e Alessio Resenterra
«Quello che secondo me il digitale sta realizzando è rendere il dispositivo di cattura del valore all'altezza di questa trasformazione; il digitale permette di ricomporre il processo di valorizzazione sulla base della frammentazione della componente politica di classe, quindi lì c'è un pericolo tutto politico. Si tratta allora, come sempre, di giocare nella contingenza dei processi che sono sempre ambivalenti.»
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Tra dispersione scolastica e scelta per l'autonomia

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Intervista di Francesca Ioannilli ad un'operatrice della formazione professionale
Da un lato la scuola perde sempre più di senso per una crescente porzione di studenti e studentesse. L'ipotesi è che i processi che l'hanno resa sempre più simile al mondo del lavoro, che possiamo indicare con il termine di «lavorizzazione », abbiano avuto un impatto espulsivo su una quota di popolazione studentesca; di spersonalizzazione (senza alcun giudizio di valore) sulle relazioni tra docenti e discenti e che l'abbiano privata di una finalità significativa agli occhi dei e delle giovani.
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Scovare e aprire spazi di possibilità: la conricerca

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Una recensione di Francesca Ioannilli al libro "Pratiche di inchiesta e conricerca oggi" a cura di Emiliana Armano, ombre corte, Verona 2020.
Questo testo non vuole essere una recensione in senso classico, non si sofferma infatti sui singoli spunti dei contributi, ma è il tentativo di avviare una discussione sull’approccio in senso più ampio a partire dalle tante suggestioni che il libro pone. Le questioni critiche evidenziate non vanno quindi lette in relazione al testo nello specifico ma come nodi posti ad ora in forma ancora parziale e incompleta su cui si ritiene abbia un senso interrogarsi da qui in avanti.
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