Andrew Ross

Dimissioni o rifiuto? Il nuovo veto del lavoro

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Articolo di Andrew Ross sulla “grande fuga” dal lavoro negli Usa
Andrew Ross è professore della New York University. È autore o curatore di più di venticinque libri, tra cui, recentemente, Sunbelt Blues: The Failure of American Housing (Macmillan, 2021). In italiano è stato pubblicato Creditocrazia e il rifiuto del debito illegittimo (Ombre Corte 2015). In questo articolo, che ha scritto per Commonware, approfondisce la grande “epidemia” di dimissioni volontarie che sta movimentando determinati ma vasti settori del mondo del lavoro negli Stati Uniti, interessato da un'ondata di scioperi mossi da una "consapevolezza" pandemica (il ruolo necessario dei lavoratori nel funzionamento della società) e da aspirazioni postpandemiche (crescita, consumi, tempo). Questi scioperi sono stati accolti positivamente dal presidente Biden che vuole farne un motore del suo piano di rilancio capitalistico “green” il quale passa attraverso la ridefinizione di un nuovo patto sociale che a sua volta include il “riaddomesticamento” politico delle grandi corporation. Questa “grande fuga” che, in diverse e proporzionate forme, si può scorgere anche in Italia è una pista da seguire per indagare le trasformazioni delle soggettività messe al lavoro e delle loro forme di rifiuto; per determinare spazi di ambivalenza e possibili tendenze.
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Resignation or Refusal? The New Labor Veto

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Andrew Ross discusses the new refusal of work in the USA
A new specter is haunting rich countries—the specter of an acute labor shortage. In the pandemic’s wake, all across Europe and North America, employers are pulling out their hair because they can’t find the workers they need. Recruiting and retention, they say, is most difficult in blue-collar and manual labor service jobs.
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Cosa ci dicono le elezioni americane del 2020

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Da New York, Andrew Ross scrive sull'inquietante «ritorno alla normalità»
Grazie al grottesco campanilismo del sistema elettorale americano, il mondo è stato tenuto in ostaggio, ancora una volta, da qualche migliaio di elettori americani. Nonostante lo stallo di fatto dell’esito, siamo stati spinti a credere che, questa volta, il destino della democrazia fosse in bilico. Forse è così, ma il «ritorno alla normalità» negli Stati Uniti non è certo una prospettiva confortante.
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Lessons From the 2020 Election

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Andrew Ross analyses the USA's unsettling "return to normality"
Thanks to the grotesque parochialism of the American electoral system, the world was held hostage, once again, by a few thousand swing American voters. Despite the de facto stalemate of the outcome, we were urged to believe that, this time around, the fate of democracy hung in the balance. Maybe it did, but the “return to normality” in the U.S. is hardly a comforting prospect.
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