Per una controformazione collettiva

Per una controformazione collettiva

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Questa sezione si occuperà di formazione. Cosa si intende tuttavia con questo termine?

Dovremmo forse parlare più propriamente di contro-formazione, intendendo con questa locuzione, quel processo sempre dinamico e tendenzialmente autonomo di costruzione di un’infrastruttura di capacità collettive, come passaggio fondamentale nella produzione di soggettività politica.

Sappiamo che il capitale mette continuamente a valore capacità individuali e collettive, formali e informali, relazioni, competenze, esperienza, immaginazioni ecc ecc. Esse vengono nella maggior parte dei casi valorizzate attraverso processi di lavorizzazione, dove persino gli elementi più informali e le istanze di autonomia sono estremamente utili per il potenziamento capitalistico, a discapito dell’arricchimento autonomo e contro.

Ecco perché questo contro assume tutta la sua importanza, stando ad indicare il fatto che formazione militante non è mai mera teoria o intellettualità: la formazione militante è sempre proiettata nella realtà, storicizzata, dotata di socialità, calata dentro una dimensione di trasmissione collettiva, sempre legata in modo circolare alla pratica politica.

Una contro formazione deve porsi allora obiettivi ambiziosi: usare la teoria e anche i saperi scientifici per piegarli in direzioni autonome, da tradurre politicamente nella realtà (non l’intellettuale che usa le lotte per dar sfoggio del suo sapere critico, ma le lotte che usano l’intellettuale per i propri fini); deve servire alla produzione di macchinette collettive di capacità comuni da utilizzare come utensili di trasformazione e rovesciamento dello stato di cose presenti.

Il sapere infatti o vive e viene prodotto dentro la politicità intrinseca dei comportamenti sociali e delle soggettività ambivalenti, per dargli una direzione contrappositiva, oppure è già piegato verso la faccia negativa dell’ambivalenza, cioè la valorizzazione capitalistica. Il sapere non è mai stato e mai sarà caratterizzato da neutralità.

Questa sezione dunque, collocandosi dentro quest’ottica ambiziosa, sarà articolata almeno su tre livelli di intervento: un primo livello avrà un taglio estremamente formativo provando ad introdurre alcuni concetti, categorie, contenuti ed episodi storici, che hanno fatto parte di tradizioni politiche entro i cui solchi in vario modo ci collochiamo. Il tentativo è tuttavia quello di provare ad operare uno snellimento e una semplificazione di questi strumenti, per far in modo di recuperarne il valore contro formativo per l’attualità.

Una secondo livello sarà più proiettato nella contingenza, con l’obiettivo di approfondire questioni che di volta in volta si presentano come rilevanti, ma facendo emergere le dinamiche processuali e genealogiche che stanno dietro quei fenomeni contingenti.

L’ultimo livello infine riproporrà materiali di archivio che possono essere utili per l’attualità.

 

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