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Bastonare il cane che affoga

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0. Il 18 brumaio preventivo di Matteo Renzi è fallito, seppellito da una valanga di No con biglietto di accompagnamento, lo stesso che ai primi exit poll è rimbalzato su tutti i social: #CIAONE. Il fatto che nella vicenda specifica né di tragedia né di farsa ma di avanspettacolo si debba parlare, nulla toglie alla portata del risultato. Come direbbe lui, le chiacchiere stanno a zero e il voto, per dimensioni e percentuale di votanti, è divenuto un combinato disposto da knock out.

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Il contrario di destra non è sinistra: è rottura

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0. “Lerner era scettico. C’era troppa ostilità tra gli ebrei e i polacchi, troppi battibecchi, sopraffazioni, furti e maldicenza. ‘Non staranno mai dalla stessa parte,’ insisteva ‘si odiano a morte!’. ‘L’odio va bene’ ribatté Pecora Rossa. ‘Tutto quello che bisogna fare è convogliarlo nella giusta direzione’”. Il romanzo è Acciaio contro acciaio di I.J. Singer, l’epoca completamente un’altra. Tanto da rendere del tutto inadeguati, perfino farseschi, i lineari parallelismi storici che vanno molto di moda negli ultimi anni.

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Immobilizzare il PD per poterlo meglio colpire

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di COMMONWARE

Il voto non è quasi mai espressione pura della composizione sociale, non lo era neanche in epoche in cui la rappresentanza sembrava riflettere le classi intese in senso sociologico. Il riformismo operaio si esprimeva nel voto al PCI, ma quanti operai votavano “bianco”? In fondo, di cosa votassero ci è sempre importato relativamente.

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Ricominciamo dal metodo

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di COMMONWARE

0. Sconfiggere il pensiero della sconfitta: ecco il primo compito politico della fase. Cos’è il pensiero della sconfitta? È l’assunzione dell’impossibilità di trasformare lo stato di cose presente, è l’accettazione di un ruolo marginale, è alzare nei fatti una bandiera bianca pur sventolando ideologicamente una bandiera rossa.